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SITO Sistema Informativo Territoriale Orientamento |
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La struttura policentrica della Seconda Università degli Studi di Napoli con le dieci Facoltà dislocate spazialmente nel territorio napoletano e casertano rappresenta oggi, a dodici anni dalla fondazione, un network universitario di saperi, ovvero una rete di relazioni aperto al mondo esterno per interfacciare, in un processo virtuoso, da un lato le istanze degli studenti in formazione e dall'altro la società che dovrà trarne benefici per i processi di sviluppo culturale, sociale ed economico.
In tale direzione è stato prodotto negli anni un risultato quantificabile non solo localmente perché facilmente misurabile dai benefici indotti sulle aree territoriali influenzate direttamente dalla ubicazione delle Facoltà, ma anche in una più ampia prospettiva territoriale data dalla configurazione dell'Ateneo come sistema, in grado di generare vantaggio competitivo trainante di sviluppo dei sistemi socio-economici locali, soprattutto in virtù della capacità di integrare tali sistemi con le conoscenze scientifiche generali e codificate, che circolano a livello globale. l'Università, pertanto, luogo di produzione di nuova conoscenza, di formazione di risorse umane qualificate, di diffusione di cultura, ha assunto in questi anni una più corrispondente omologazione al mondo esterno come Filiera della Conoscenza, garante di un rigenerativo processo di governo della modificazione fondato su un linguaggio condiviso con il mondo politico, l'impresa, la pubblica amministrazione, le organizzazioni internazionali, i parchi scientifici e tecnologici.
Infatti, nel fornire agli studenti le competenze necessarie per sostenere la modernizzazione e nel formare le coscienze individuali che possono rendere il cambiamento un processo positivo, condiviso e sostenibile, l'Ateneo svolge una funzione pubblica, al servizio della collettività e delle realtà istituzionali e sociali che operano sul territorio. Un territorio vasto, complesso per le macroscopiche contraddizioni in esso presenti che fanno convivere un eccezionale patrimonio storico, artistico e ambientale con aree di degrado sociale, una rilevante e dinamica azione produttiva e industriale in espansione con preoccupanti fenomeni di controllo malavitoso delle attività. Ebbene il modello di Ateneo, nato da una difficile scelta policentrica ma che nel tempo ha saputo consolidarsi come rete sistemica di relazioni trasversali e interdisciplinari, ha dimostrato la sua efficacia nell'analisi e nella valutazione dell'intero patrimonio di risorse territoriali e il ruolo guida nell'orientare positivi processi di trasformazione morale e ambientale. Una scelta difficile e scomoda rispetto ai modelli di Ateneo dimensionati come campus o all'interno della città, fondata su un sapiente e oneroso coordinamento delle attività e dei servizi istituzionali in relazione anche alle estensioni con i molteplici portatori di interessi delle differenti realtà territoriali.
A questa data, gli inequivocabili risultati ottenuti dalla gestitone di un nuovo concetto di centralità immateriale dell'Ateneo, dove le Facoltà, i due Centri Regionali di Competenza sui Beni Culturali, Economia, Ecologia e sulle Biotecnologie sono stati e sono le sentinelle e le antenne del territorio che raccogliendo i dati hanno prodotto in rete formazione, ricerca, sostegno e trasferimento tecnologico investendo sul capitale umano come fondamentale fattore di sviluppo.
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